Riferimento normativo: Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33 –  Art. 9, c. 7, d.l.n. 179/2012

 

Catalogo dei dati, dei metadati e delle relative banche dati in possesso delle amministrazioni:

 Elenco Base Dati

 

“L’ORA DEL CODICE”

 IMPARARE L’INFORMATICA DIVERTENDOSI

 

Il MIUR, in collaborazione con il CINI – Consorzio Interuniversitario Nazionale per

l’Informatica, ha avviato un’iniziativa, parte del programma “labuonascuola”, con

l’obiettivo di fornire alle scuole una serie di strumenti semplici, divertenti e facilmente

accessibili per formare gli studenti ai concetti di base dell'informatica.

Anche il nostro Istituto Comprensivo partecipa al progetto con la scuola primaria di

Passignano e di Tuoro sul Trasimeno. In ognuna delle classi dei due plessi i bambini

svolgeranno un’attività nella quale dovranno utilizzare dei codici di programmazione per

poter eseguire delle azioni informatiche in un contesto ludico ma nel contempo formativo.

L'Ora del Codice, in inglese The Hour of Code, è un'iniziativa nata negli Stati Uniti nel

2013 per far sì che ogni studente, in ogni scuola del mondo, svolga almeno un'ora di

programmazione.

L'obiettivo non è quello di far diventare tutti dei programmatori informatici, ma quello di

diffondere conoscenze scientifiche di base per la comprensione della società moderna.

Capire i principi alla base del funzionamento dei sistemi e della tecnologia informatica

aiuta a sviluppare il “pensiero computazionale” con conseguente potenziamento delle

competenze logiche, delle capacità di problem solving, di pensiero creativo e divergente.

Il modo più semplice e divertente per poter sviluppare il pensiero computazionale è farlo

attraverso la programmazione (coding) in un contesto di gioco.

 In Italia, a partire da settembre 2014 l'iniziativa dell'Ora del Codice è stata proposta a tutte

le scuole nell'ambito del progetto Programma il Futuro.

 

 

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2A Passignano

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4A Passignano

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1B Passignano

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2B Passignano

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3B Passignano

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5B Passignano

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2C Passignano

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3C Passignano

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5C Passignano

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1A Tuoro

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2A Tuoro

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3A Tuoro

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3B Tuoro

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INCONTRO DIBATTITO su “LA BUONA SCUOLA”

Passignano s.T. 20/10/2014

 

Documento di Sintesi

 

Dopo un’attenta lettura e analisi del documento della Scuola del Governo Renzi “La Buona Scuola”, i docenti delle Scuole afferenti alla rete “………….ad Est del Trasimeno” riflettono su alcuni punti evidenziando delle criticità.

La Buona Scuola è una proposta eclettica e densa di impegni: docenti più preparati, scuole con pareti di vetro che sottendono trasparenza totale, valutazione e autovalutazione della scuola, lotta alla burocrazia, potenziamento del curricolo di lingua inglese, riscoperta della storia dell’arte, della musica e dell’educazione fisica, nuovo profilo docente ecc. ma alcuni punti sembrano essere tuttavia poco chiari e presentano delle criticità:

Quale spazio al Primo Ciclo di istruzione?   Quale spazio alla scuola dell’Infanzia?

Quale spazio nel documento “la Buona Scuola” per le Indicazioni Nazionali?

Manca secondo noi l’assetto valoriale, cioè l’idea pedagogica che dovrebbe fare da sfondo e da supporto al curricolo.

Si affiderà quindi alla scuola dell’autonomia la capacità di elaborare curricoli flessibili e personalizzati per far raggiungere il successo formativo a tutti nel rispetto dei tempi di apprendimento di ciascuno?  

Quale spazio alla personalizzazione, all’ inclusione…?

Flessibilità:

E’ ormai consuetudine nella scuola dell’infanzia e obbligo nella scuola primaria organizzare un orario flessibile e modulare per costruire collegialmente il progetto scuola e non la scuola dei progetti.

Sarà prevista questa organizzazione per gli altri ordini di scuola?

Sarà previsto un orario inclusivo annuale per far emergere tutto il lavoro sommerso che i docenti svolgono a casa (autoformazione costante, ricerca – azione, preparazione delle lezioni, correzione dei compiti, …)?

Figura Docente:

Il Documento del Governo propone finalmente uno sviluppo della carriera docente basata non più esclusivamente sull’anzianità di servizio, ma anche sul riconoscimento di meriti, competenze e impegno.

Crediti formativi: dovranno avere un “peso” solo le azioni formative che tenderanno a migliorare la qualità di quella scuola in quel determinato territorio.

Crediti professionali: quali saranno ruoli, ambiti di azione e compensi economici delle nuove figure professionali introdotte (docente innovatore naturale, docente mentore, docente catalizzatore)?

Crediti didattici: qual sarà il sistema di valutazione che li sottende?

La gestione del portfolio di ciascun insegnante, se non semplificata e quantificata, può risultare difficile e dar luogo a scelte troppo personali da parte dei dirigenti o degli organismi preposti nel momento in cui si debbano individuare le professionalità utili alla singola Istituzione scolastica. Inoltre nel documento non è contemplato il peso dei singoli crediti (didattici, formativi e professionali) e in particolare risulta assai difficile predisporre un valido metodo di misurazione dei crediti didattici nei vari contesti scolastici.

Formazione:

I corsi di formazione obbligatoria che permettono di acquisire crediti sono definiti dagli Istituti ma chi stabilisce i crediti e come rendere uniforme il valore a livello nazionale?

Manca inoltre completamente il raccordo con il mondo universitario

Mobilità:

Come sarà organizzata la mobilità tra docenti all’interno dell’organico di diritto, cioè chi ricoprirà i posti vacanti e chi ricoprirà una posizione funzionale al Miglioramento dell’Offerta Formativa?

Fino ad ora si è incentivata la continuità, ma il documento, in più punti, sollecita invece la mobilità che sembra possa, inoltre, dipendere anche dal Dirigente.

La costituzione di un organico funzionale di diritto attraverso la rapida eliminazione delle GAE e dell'organico di fatto unitamente ad unico canale di accesso all'insegnamento (tramite concorso) può veramente diventare una riforma del sistema di reclutamento e di gestione dell'autonomia scolastica a condizione che vengano analizzate e risolte le seguenti problematicità:

L’organico funzionale sia assegnato con criteri territoriali e di affinità che assicurino un numero adeguato di risorse. Una buona consistenza, unita a solide piste didattiche e organizzative, potrebbe permettere quell'autonomia scolastica mai portata a compimento;

La rivisitazione delle classi di concorso venga effettuata sulla base delle effettive competenze richieste nei singoli insegnamenti attuali e futuri e non per esigenze di collocamento;

Il tempo pieno nella scuola primaria e il tempo prolungato nella scuola secondaria di primo grado costituiscono una diversa opportunità formativa con un diverso approccio alla didattica. Necessitano dunque di un corpo insegnante adeguatamente formato e non possono ridursi ad un doposcuola affidato ad insegnanti non curriculari.

Inoltre:

Non c'è nessun riferimento al reclutamento del personale ATA necessario, se non indispensabile, allo svolgimento di alcune mansioni che talvolta sono a carico dei docenti che così tolgono tempo alla didattica.

C'è una contraddizione tra i modelli citati nel documento (Don Milani, Montessori e Malaguzzi) e la scuola con la quale ci si deve misurare e che richiede all'alunno competenze e abilità riferite e valutabili attraverso quiz (prove INVALSI).

Si sottolinea la necessità di interventi adeguati per la realizzazione di una rete digitale efficiente.

Non appare nessun riferimento in merito agli insegnanti di sostegno, ad una loro assegnazione in tempi utili per assicurare un buon inizio di anno scolastico e alla necessità di corsi di specializzazione atti ad evitare che troppo spesso gli Istituti debbano attingere a docenti non specializzati.

La scuola concepita come centro e diffusione di cultura deve mantenere una sua indipendenza fondata sulla lettura critica della realtà che la circonda. Coniugare la necessità di risorse aggiuntive sia in termini finanziari che di proposta formativa da parte di soggetti territoriali pubblici e privati è una priorità che va accuratamente strutturata per impedire che input esterni snaturino la missione del sistema scuola.

Nell'ottica di far sì che la scuola riesca ad attirare nuove e importanti risorse finanziarie sarebbe auspicabile mettere in campo un sistema di deduzioni e detrazioni fiscali che favoriscano tale flusso da parte di tutti i soggetti coinvolti.

Infine il dibattito culturale-sociale ed economico sulla scuola, oggi riaperto attraverso il documento e le iniziative correlate, non può essere concepito al solo fine di proporre una riforma, ma come misura del tempo che cambia. Si auspica quindi che non venga interrotto una volta terminata questa fase di consultazione.

In un quadro così complesso, la Scuola esce dalla marginalità in cui la politica ultimamente l’ha relegata. E’ evidente il tentativo di avvicinare la Buona Scuola alla scuola europea, ma… l’adeguamento del compenso economico con i colleghi europei?  I loro spazi didattico-pedagogici saranno a breve anche nelle nostre strutture fatiscenti e non sicure? 

Per una “Buona Scuola” un “Buon contratto”!  Il nostro ha fatto il suo tempo.

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