INCONTRO DIBATTITO su “LA BUONA SCUOLA”

Passignano s.T. 20/10/2014

 

Documento di Sintesi

 

Dopo un’attenta lettura e analisi del documento della Scuola del Governo Renzi “La Buona Scuola”, i docenti delle Scuole afferenti alla rete “………….ad Est del Trasimeno” riflettono su alcuni punti evidenziando delle criticità.

La Buona Scuola è una proposta eclettica e densa di impegni: docenti più preparati, scuole con pareti di vetro che sottendono trasparenza totale, valutazione e autovalutazione della scuola, lotta alla burocrazia, potenziamento del curricolo di lingua inglese, riscoperta della storia dell’arte, della musica e dell’educazione fisica, nuovo profilo docente ecc. ma alcuni punti sembrano essere tuttavia poco chiari e presentano delle criticità:

Quale spazio al Primo Ciclo di istruzione?   Quale spazio alla scuola dell’Infanzia?

Quale spazio nel documento “la Buona Scuola” per le Indicazioni Nazionali?

Manca secondo noi l’assetto valoriale, cioè l’idea pedagogica che dovrebbe fare da sfondo e da supporto al curricolo.

Si affiderà quindi alla scuola dell’autonomia la capacità di elaborare curricoli flessibili e personalizzati per far raggiungere il successo formativo a tutti nel rispetto dei tempi di apprendimento di ciascuno?  

Quale spazio alla personalizzazione, all’ inclusione…?

Flessibilità:

E’ ormai consuetudine nella scuola dell’infanzia e obbligo nella scuola primaria organizzare un orario flessibile e modulare per costruire collegialmente il progetto scuola e non la scuola dei progetti.

Sarà prevista questa organizzazione per gli altri ordini di scuola?

Sarà previsto un orario inclusivo annuale per far emergere tutto il lavoro sommerso che i docenti svolgono a casa (autoformazione costante, ricerca – azione, preparazione delle lezioni, correzione dei compiti, …)?

Figura Docente:

Il Documento del Governo propone finalmente uno sviluppo della carriera docente basata non più esclusivamente sull’anzianità di servizio, ma anche sul riconoscimento di meriti, competenze e impegno.

Crediti formativi: dovranno avere un “peso” solo le azioni formative che tenderanno a migliorare la qualità di quella scuola in quel determinato territorio.

Crediti professionali: quali saranno ruoli, ambiti di azione e compensi economici delle nuove figure professionali introdotte (docente innovatore naturale, docente mentore, docente catalizzatore)?

Crediti didattici: qual sarà il sistema di valutazione che li sottende?

La gestione del portfolio di ciascun insegnante, se non semplificata e quantificata, può risultare difficile e dar luogo a scelte troppo personali da parte dei dirigenti o degli organismi preposti nel momento in cui si debbano individuare le professionalità utili alla singola Istituzione scolastica. Inoltre nel documento non è contemplato il peso dei singoli crediti (didattici, formativi e professionali) e in particolare risulta assai difficile predisporre un valido metodo di misurazione dei crediti didattici nei vari contesti scolastici.

Formazione:

I corsi di formazione obbligatoria che permettono di acquisire crediti sono definiti dagli Istituti ma chi stabilisce i crediti e come rendere uniforme il valore a livello nazionale?

Manca inoltre completamente il raccordo con il mondo universitario

Mobilità:

Come sarà organizzata la mobilità tra docenti all’interno dell’organico di diritto, cioè chi ricoprirà i posti vacanti e chi ricoprirà una posizione funzionale al Miglioramento dell’Offerta Formativa?

Fino ad ora si è incentivata la continuità, ma il documento, in più punti, sollecita invece la mobilità che sembra possa, inoltre, dipendere anche dal Dirigente.

La costituzione di un organico funzionale di diritto attraverso la rapida eliminazione delle GAE e dell'organico di fatto unitamente ad unico canale di accesso all'insegnamento (tramite concorso) può veramente diventare una riforma del sistema di reclutamento e di gestione dell'autonomia scolastica a condizione che vengano analizzate e risolte le seguenti problematicità:

L’organico funzionale sia assegnato con criteri territoriali e di affinità che assicurino un numero adeguato di risorse. Una buona consistenza, unita a solide piste didattiche e organizzative, potrebbe permettere quell'autonomia scolastica mai portata a compimento;

La rivisitazione delle classi di concorso venga effettuata sulla base delle effettive competenze richieste nei singoli insegnamenti attuali e futuri e non per esigenze di collocamento;

Il tempo pieno nella scuola primaria e il tempo prolungato nella scuola secondaria di primo grado costituiscono una diversa opportunità formativa con un diverso approccio alla didattica. Necessitano dunque di un corpo insegnante adeguatamente formato e non possono ridursi ad un doposcuola affidato ad insegnanti non curriculari.

Inoltre:

Non c'è nessun riferimento al reclutamento del personale ATA necessario, se non indispensabile, allo svolgimento di alcune mansioni che talvolta sono a carico dei docenti che così tolgono tempo alla didattica.

C'è una contraddizione tra i modelli citati nel documento (Don Milani, Montessori e Malaguzzi) e la scuola con la quale ci si deve misurare e che richiede all'alunno competenze e abilità riferite e valutabili attraverso quiz (prove INVALSI).

Si sottolinea la necessità di interventi adeguati per la realizzazione di una rete digitale efficiente.

Non appare nessun riferimento in merito agli insegnanti di sostegno, ad una loro assegnazione in tempi utili per assicurare un buon inizio di anno scolastico e alla necessità di corsi di specializzazione atti ad evitare che troppo spesso gli Istituti debbano attingere a docenti non specializzati.

La scuola concepita come centro e diffusione di cultura deve mantenere una sua indipendenza fondata sulla lettura critica della realtà che la circonda. Coniugare la necessità di risorse aggiuntive sia in termini finanziari che di proposta formativa da parte di soggetti territoriali pubblici e privati è una priorità che va accuratamente strutturata per impedire che input esterni snaturino la missione del sistema scuola.

Nell'ottica di far sì che la scuola riesca ad attirare nuove e importanti risorse finanziarie sarebbe auspicabile mettere in campo un sistema di deduzioni e detrazioni fiscali che favoriscano tale flusso da parte di tutti i soggetti coinvolti.

Infine il dibattito culturale-sociale ed economico sulla scuola, oggi riaperto attraverso il documento e le iniziative correlate, non può essere concepito al solo fine di proporre una riforma, ma come misura del tempo che cambia. Si auspica quindi che non venga interrotto una volta terminata questa fase di consultazione.

In un quadro così complesso, la Scuola esce dalla marginalità in cui la politica ultimamente l’ha relegata. E’ evidente il tentativo di avvicinare la Buona Scuola alla scuola europea, ma… l’adeguamento del compenso economico con i colleghi europei?  I loro spazi didattico-pedagogici saranno a breve anche nelle nostre strutture fatiscenti e non sicure? 

Per una “Buona Scuola” un “Buon contratto”!  Il nostro ha fatto il suo tempo.

Informativa sul trattamento dei dati personali degli utenti che consultano il nostro sito

L’informativa è prevista dall’art. 13 del d.lgs. n. 196/2003.

L’informativa è resa solo per il nostro sito e non vale per altri siti web eventualmente consultati dall’utente tramite link.

Il titolare del trattamento

A seguito della consultazione di questo sito possono essere trattati dati relativi a persone identificate o identificabili.
Il responsabile del loro trattamento è il Dirigente scolastico pro tempore dell’istituto.

Dati di navigazione

I dati di navigazione rilevati, indirizzi IP, URI delle risorse richieste, sistema operativo, ed altro sono utilizzati soltanto per informazioni statistiche anonime.

Dati forniti volontariamente dall’utente

L’invio facoltativo, esplicito e volontario di posta elettronica agli indirizzi indicati su questo sito comporta la successiva acquisizione dell’indirizzo del mittente, necessario per rispondere alle richieste, nonché degli eventuali altri dati personali inseriti nella missiva.
Specifiche informative di sintesi verranno progressivamente riportate o visualizzate nelle pagine del sito predisposte per particolari servizi a richiesta.
È escluso il trattamento di dati sensibili o giudiziari. Qualora fossero forniti dall’utente, saranno cancellati.

Modalità del trattamento

I dati personali sono trattati con strumenti automatizzati per il tempo strettamente necessario a conseguire gli scopi per cui sono stati raccolti. Specifiche misure di sicurezza sono osservate per prevenire la perdita dei dati, usi illeciti o non corretti ed accessi non autorizzati.

Diritti degli interessati

I soggetti cui si riferiscono i dati personali hanno il diritto in qualunque momento di ottenere la conferma dell’esistenza o meno dei medesimi dati e di conoscerne il contenuto e l’origine, verificarne l’esattezza o chiederne l’integrazione o l’aggiornamento, oppure la rettificazione (art. 7 del d.lgs. n. 196/2003).

Ai sensi del medesimo articolo gli interessati hanno il diritto di chiedere la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, nonchè di opporsi in ogni caso, per motivi legittimi, al loro trattamento.

Le richieste vanno rivolte all’Istituto Comprensivo D. Birago di Passignano sul Trasimeno

Questa pubblica amministrazione non gestisce siti tematici

Copyright e Download

I contenuti di questo sito, salvo diversa indicazione, sono rilasciati sotto una licenza Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 3.0 Unported di Creative Commons.
Tutti i marchi sono proprietà dei rispettivi proprietari

Utilizzo del sito

In nessun caso l’Istituto Comprensivo D. Birago potrà essere ritenuto responsabile dei danni di qualsiasi natura causati direttamente o indirettamente dall’accesso al sito, dall’incapacità o impossibilità di accedervi, dall’affidamento dell’utente e dall’utilizzo dei contenuti. L’Istituto provvederà a inserire nel sito informazioni aggiornate, ma non garantisce circa la loro completezza o accuratezza.

Accesso a siti esterni collegati

L’Istituto Comprensivo D. Birago non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda i siti ai quali è possibile accedere tramite i collegamenti posti all’interno del sito stesso: sono forniti come semplice servizio agli utenti della rete. Fornire collegamenti non implica l’approvazione dei siti stessi. L’Istituto Comprensivo D. Birago non è responsabile in merito alle informazioni ottenute dall’utente tramite l’accesso ai siti collegati: della completezza e precisione delle informazioni sono da ritenersi responsabili i soggetti titolari dei siti ai quali si accede alle condizioni dagli stessi previste. L’Istituto Comprensivo D. Birago non offre alcuna assicurazione sul software eventualmente presente sul proprio sito o su siti esterni e non può garantirne qualità, sicurezza e compatibilità con i sistemi in uso.

Virus informatici

L’Istituto Comprensivo D. Birago non garantisce che il sito sia privo di errori o virus. L’Istituto Comprensivo D. Birago, i suoi fornitori e i suoi collaboratori non sono responsabili per i danni subiti dall’utente a causa di tali elementi di carattere distruttivo.